Giornata strana oggi sulle rive di questo mare…risveglio con gli occhi pieni di un bel sogno e con nelle orecchie QUELLA canzone…ma nella pancia…nella pancia una lavatrice in centrifuga e nella testa il DELIRIO…e su questo mood da Premestruo in piena regola decido di far pulizia tra cassetti…di quelle cose che ogni 12/24mesi mi decido a fare per mettere ordine tra le carte o i documenti o per buttare i famigerati estratti conto e scontrini ” del peccato”…ma dovevo vuotare il cassetto delle tracce del passato…dovevo farlo!….c’era come dell’energia non mia lì dentro…c’erano tracce non gradevoli…e finalmente, facendo a pezzettini pezzi di carta e buttando via intere “ricariche” di organizer piene di parole ( e ben 4schede sim di 3operatori diversi O.o’ ) ho come perdonato quel passato…
Fortunatamente da quel cassetto sono uscite fuori anche tracce belle, delicate, colorate..lettere piene di buone vibrazioni, biglietti di Natale di un tempo andato ma bello, la letterina di una bambina che mi è cresciuta accanto negli ultimi 10anni e così via…altri biglietti carichi di promesse di un’amicizia che non c’è più li ho cestinati senza neanche riaprirli…e poi trovo quel foglio scritto con la familiarissima “tratto pen blu punta media”…grafia ostentatamente ordinata e chiara, senza neanche mancare un rigo, senza sbagliare un margine…così diversa dalla mia che è pressocchè incomprensibile…sempre e solo stampatello per me…la grafia degli ignoranti ma io dico quella di chi ha bisogno che ciò che si scrive venga letto da TUTTI…e così leggo…apro il foglio e leggo….
“…Ma se danza,
Vedila! Tutta l’armonia del suono
scorre dal suo bel corpo e dal sorriso
della sua bocca; e un moto, un atto, un verro
manda agli sguardi venustà improvviso.
E chi pianger la può? Mentre a ritrarla
pongo illustre lo sguardo, ecco m’elude,
e le caròle che lente disegna
affretta rapidissima e s’invola
sorvolando su’ fiori; appena veggio
il vel fuggente biancheggiar fra’ mirti.”
Ugo Foscolo- “Le Grazie”- Inno Secondo.
A seguire l’esortazione e il saluto di una madre che troppo poeticamente vede allontanarsi una giovane figlia ballerina che crede di aver deciso del suo futuro ed invece 12anni dopo si rende conto di essere solo fuggita dal presente…
E in quel suo modo, in quelle parole, in quei versi scelti ad hoc la sento simile a me…vedo quella parte di me…e con il cuore pieno di tenerezza e lacrime amorevoli e calde sul viso vorrei anche dirglielo, così come altre cose…ma il confronto con lei, positivo o negativo che sia, mi toglie il respiro, mi leva energia, perchè è come se lei fosse avida di sapere…e no…quell’incalzare di domande, quel suo volgersi indietro, ricordare a voce alta, più a se stessa che a me…no…non lo gestisco…mi fa dolere ferite antiche…richiama alla memoria cose che non voglio ricordare e questo stride con la sua voce sognante e grave nel raccontare il passato…
Ma alla fine mi chiedo…quale porzione di passato riesco ad archiviare e perdonare realmente…che giornata dura che si prospetta essere questa…
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